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No al riarmo nucleare europeo |
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La situazione in Europa.
Al vertice di Bucarest i paesi della Nato hanno per la prima volta approvato all'unanimità il dispiegamento di installazioni statunitensi di difesa missilistica basate in Europa. Il piano Usa, e ora Nato, prevede l'installazione dei primi 10 missili intercettori in Polonia e, già dal maggio prossimo, di una stazione radar nella Repubblica ceca. La Russia è pronta a contromisure, adottando «metodi adeguati e asimmetrici». Putin ha già annunciato la moratoria del Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (Cfe).
La situazione in Italia.
L'Italia che ha già aderito al programma dello "scudo" statunitense, rischia di ricadere nell'incubo politico e militare di una nuova guerra fredda avente buone possibilità di trasformarsi in un inferno nucleare. Il generale Henry Obering, direttore dell'Agenzia Usa di difesa missilistica, ha annunciato il 27 marzo 2007, di fronte al comitato per i servizi armati della Camera dei rappresentanti, che l'Italia entra ufficialmente nel programma dello "scudo" anti-missili che gli Usa vogliono estendere all'Europa. La firma dell'accordo quadro viene tenuta segreta al parlamento italiano (governo Prodi) e, a quanto si dice, anche a parte della coalizione governativa. L’accordo quadro prevede una serie di accordi specifici che coinvolgeranno nel programma dello “scudo” statunitense non solo le industrie militari italiane, soprattutto quelle del settore aerospaziale, ma anche università e centri di ricerca; comporta un ulteriore aumento della spesa militare italiana (già al settimo posto su scala mondiale), soprattutto dei programmi di investimento derivanti da accordi internazionali, ai quali l’ultima Finanziaria (governo Prodi) ha destinato 4,5 miliardi di euro in tre anni. Inoltre, estendendo lo “scudo” all’Europa, gli Usa potrebbero scaricare sugli alleati parte dei costi per lo sviluppo del sistema, ammontanti finora a 10 miliardi di dollari annui.
Un’azione esemplare.
In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanità, è una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare. E’ l’unione di tutte le forze umaniste, utilizzando esclusivamente azioni nonviolente, che può creare una grande forza morale capace di influire su governi e istituzioni, coinvolgendo vasti settori della popolazione.
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