Sito ufficiale del Partito Umanista di Firenze
Home
Appoggio Bolivia
Disarmo nucleare
Eventi, campagne
Internazionale
Forum Umanista
Materiali
Posizioni
Stampa
Elezioni
Fotogallery
Video
Links
Cartoline
Contatti

Appello di Evo Morales ai presidenti sudamericani (14/05/07)

Fratelli Presidenti e Popoli del Sudamerica

Nel dicembre del 2004, a Cuzco, i presidenti del Sudamerica assunsero l’impegno di “sviluppare uno spazio sudamericano integrato nel politico, il sociale, l’economico, l’ambientale e di infrastruttura” ed affermarono che “la integrazione sudamericana è e deve essere una integrazione dei popoli”.

Nella Dichiarazione di Ayacucho sottolinearono che i principi di libertà, eguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, tolleranza, rispetto dell’ambiente, sono i pilastri fondamentali affinché questa Comunità raggiunga uno sviluppo sostenibile economico e sociale “che prenda in considerazione le urgenti necessità dei più poveri, così come le speciali istanze delle piccole e vulnerabili economie dell’America del Sud”.

Nel settembre del 2005, durante la Prima Riunione di Stato della Comunità Sudamericana delle Nazioni realizzata in Brasile, si approvò una Agenda Prioritaria che include, tra gli altri, i temi del dialogo politico, le asimmetrie, la integrazione fisica, l’ambiente, la integrazione economica, i meccanismi finanziari, e la promozione della integrazione sociale e la giustizia sociale.

Nel dicembre di quello stesso anno, in una Riunione Straordinaria realizzata a Montevideo, si formò la Commissione Strategica di Riflessione sul Processo di Integrazione Sudamericano perché elabori “proposte destinate a stimolare il processo d’integrazione sudamericano in tutti i suoi aspetti (politico, economico, commerciale sociale, culturale, energia ed infrastruttura, tra gli altri).”

Ora nel II Vertice di Capi di Stato dobbiamo approfondire questo processo d’integrazione dall’alto e dal basso. Con i nostri popoli, con i nostri movimenti sociali, con i nostri imprenditori produttivi, con i nostri ministri, tecnici e rappresentanti. Per questo, nel prossimo Vertice dei Presidenti che avrà luogo a dicembre in Bolivia stiamo stimolando anche un Vertice Sociale per dialogare e costruire insieme una vera integrazione con la partecipazione sociale dei nostri popoli. Dopo anni in cui sono stati vittime delle politiche del cosiddetto “sviluppo” oggi i nostri popoli devono essere gli attori delle soluzioni ai gravi problemi di salute, istruzione, impiego, distribuzione equa delle risorse, discriminazione, migrazione, esercizio della democrazia, preservazione dell’ambiente e rispetto della diversità culturale.

Sono convinto che nel nostro prossimo appuntamento in Bolivia bisogna passare dalle dichiarazioni ai fatti. Credo che dobbiamo avanzare verso un trattato che faccia della Comunità Sudamericana delle Nazioni un vero blocco sudamericano a livello politico, economico, sociale e culturale. Sono sicuro che i nostri popoli siano più vicini di quanto non lo siano le nostre diplomazie. Credo, con tutto il rispetto, che noi presidenti dobbiamo dare uno scossone ai nostri Ministeri degli Esteri affinché si liberino dalla routine e si affronti questa sfida.

Sono cosciente del fatto che le nazioni in Sudamerica hanno differenti processi e ritmi. Per questo propongo un processo d’integrazione di differenti velocità. Stabiliamo una tabella di marcia ambiziosa ma flessibile. Che permetta a tutti di farne parte, facendo in modo che ogni paese vada assumendo gli impegni che può assumere e permettendo che quelli che desiderano accelerare il passo lo facciano verso la conformazione di un vero blocco politico, economico, sociale e culturale. In questo modo si sono sviluppati altri processi d’integrazione nel mondo ed il cammino più adeguato è avanzare nell’adozione di strumenti di sopranazionalità rispettando i tempi e la sovranità di ciascun paese.

La nostra integrazione è e deve essere una integrazione da e per i popoli. Il commercio, la integrazione energetica, la infrastruttura, ed il finanziamento devono essere in funzione di risolvere i grandi problemi della povertà e della distruzione della natura nella nostra regione. Non posiamo ridurre la Comunità Sudamericana ad una associazione per fare progetti di autostrade o crediti che finiscono per favorire essenzialmente i settori legati al mercato mondiale. Il nostro obiettivo deve essere quello di forgiare una vera integrazione per “vivere bene”. Diciamo “vivere bene” perché non aspiriamo a vivere meglio degli altri. Noi non crediamo nella linea del progresso e lo sviluppo illimitato a svantaggio dell’altro e della natura. Dobbiamo integrarci e non competere. Dobbiamo condividere e non approfittare del prossimo. “Vivere bene” significa pensare non solo in termini di entrate pro-capite ma d’identità culturale, di comunità, di armonia tra noi e con nostra madre terra.

Per avanzare su questo cammino propongo:

A livello sociale e culturale

1) Liberiamo il Sudamerica dall’analfabetismo, la denutrizione, il paludismo e altri flagelli della estrema povertà. Stabiliamo obiettivi chiari ed un meccanismo di attenzione, appoggio e realizzazione di questi obiettivi che sono la base minima per iniziare a costruire una integrazione al servizio dell’essere umano.

2) Costruiamo un sistema pubblico e sociale sudamericano per garantire l’accesso di tutta la popolazione ai servizi d’istruzione, salute ed acqua potabile. Unendo le nostre risorse, capacità ed esperienze vivremo in condizioni migliori così da garantire questi diritti umani fondamentali.

3) Più lavoro in Sudamerica e meno migrazione. Ciò che di più prezioso abbiamo è la nostra gente e la stiamo perdendo per mancanza di lavoro nei nostri paesi. La flessibilità del lavoro ed il ridimensionamento dello stato non hanno portato più lavoro come promisero due decadi fa. Noi come governi dobbiamo intervenire coordinatamente con politiche pubbliche per generare lavori sostenibili e produttivi.

4) Meccanismi per diminuire la disuguaglianza e la iniquità sociale. Rispettando la sovranità di tutti i paesi dobbiamo impegnarci ad adottare misure e progetti che riducano il baratro tra ricchi e poveri. La ricchezza deve essere distribuita in maniera più equa nella regione. Per questo dobbiamo applicare diversi meccanismi di tipo fiscale, regolamentato e redistributivo.

5) Lotta continentale contro la corruzione e le mafie. Uno dei più grandi mali che affrontano le nostre società è la corruzione, oltre al consolidamento delle mafie che stanno perforando lo Stato e distruggendo il tessuto sociale delle nostre comunità. Creiamo un meccanismo di trasparenza a livello sudamericano ed una Commissione di lotta contro la corruzione e la impunità che, senza toccare la sovranità giurisdizionale delle nazioni, persegua casi gravi di corruzione e di arricchimento illecito.

6) Coordinamento sudamericano con la partecipazione sociale per sconfiggere il narcotraffico. Sviluppiamo un sistema sudamericano con la partecipazione dei nostri Stati e delle nostre società civili per appoggiarci, articolare ed eliminare il narcotraffico dalla nostra regione. La unica forma per sconfiggere questo cancro è la partecipazione dei nostri popoli e l’adozione di misure trasparenti e coordinate tra i nostri paesi per affrontare lo spaccio di droga, il lavaggio del denaro sporco, la fabbricazione e la produzione di coltivazioni che vengono cambiate per questi fini. Questo sistema deve certificare l’avanzamento della nostra lotta contro il narcotraffico superando gli esami e le “raccomandazioni” di chi ha fallito fino ad ora nella lotta contro le droghe.

7) Difesa ed impulso della diversità culturale. La più grande ricchezza della umanità è la sua diversità culturale. La uniformità e la mercificazione con fini di lucro o di dominio sono un attentato alla umanità. A livello d’istruzione, di comunicazione, dell’amministrazione della giustizia, dell’esercizio della democrazia, dell’ordine territoriale e della gestione delle risorse naturali dobbiamo preservare e promuovere questa diversità culturale dei nostri popoli indigeni, meticci e tutte le popolazioni che migrarono al nostro continente. Allo stesso modo dobbiamo rispettare e promuovere la diversità economica che comprende forme di proprietà privata, pubblica e social-collettiva.

8) Depenalizzazione della foglia di coca e della sua industrializzazione in America del Sud. Così come la lotta all’alcolismo non ci può portare a penalizzare l’orzo, né la lotta contro gli stupefacenti ci deve condurre a distruggere l’Amazzonia alla ricerca delle piante psicotrope, dobbiamo finirla con la persecuzione della foglia di coca che è una componente essenziale della cultura dei popoli indigeni andini, e promuovere la sua industrializzazione per fini benefici.

9) Avanziamo verso una cittadinanza sudamericana. Acceleriamo le misure che facilitano la migrazione tra i nostri paesi, garantendo la piena vigenza dei diritti umani e del lavoro ed affrontando i trafficanti di ogni tipo, fino a raggiungere il consolidamento di una cittadinanza sudamericana.

A livello economico

10) Complementarietà e non competenza sleale tra le nostre economie. Lontani dal continuare per il cammino della privatizzazione dobbiamo appoggiarci ed integrarci per sviluppare e potenziare le nostre imprese statali. Insieme possiamo dare vita ad una compagnia aerea statale sudamericana, un servizio pubblico di telecomunicazioni, una rete statale di elettricità, una industria sudamericana di medicine generiche, un complesso minerario – metallurgico; in sintesi un apparato produttivo che sia capace di soddisfare le necessità fondamentali della nostra popolazione e rafforzare la nostra posizione nell’economia mondiale.

11) Commercio equo al servizio dei popoli del Sudamerica. All’interno della Comunità Sudamericana deve avere la priorità il commercio equo a beneficio di tutti i settori ed in particolare delle piccole imprese, le comunità, gli artigiani, le organizzazioni economiche contadine e le associazioni dei produttori. Dobbiamo andare in direzione di una convergenza della CAN e del MERCOSUR con nuovi principi di solidarietà e complementarietà che superino le norme del liberalismo commerciale di cui hanno beneficiato fondamentalmente le multinazionali ed alcuni settori esportatori.

12) Misure efficaci per superare le asimmetrie tra paesi. In Sudamerica abbiamo a un estremo paesi con un Prodotto Interno Lordo per abitante da quattromila a settemila dollari per anno e nell’altro estremo paesi che appena raggiungono i mille dollari per abitante. Per affrontare questo grave problema dobbiamo realizzare realmente tutte le disposizioni già approvate nella CAN e nel MERCOSUR a favore dei paesi meno sviluppati, e adottare un insieme di nuove misure che promuovano processi d’industrializzazione in questi paesi, incentivino l’esportazione con valore aggiunto e migliorino i termini d’intercambio ed i prezzi a favore delle economie più piccole.

13) Una Banca del Sud per il cambio. Se nella Comunità Sudamericana creiamo una Banca di Sviluppo in base al 10% delle riserve internazionali dei paesi del Sudamerica avremmo a disposizione un fondo di sedicimila milioni di dollari che ci permetterebbe realmente di portare avanti progetti di sviluppo produttivo e di integrazione con criteri di recupero finanziario e di contenuto sociale. Così questa stessa Banca del Sud si potrebbe rafforzare con un meccanismo di garanzia basato sul valore aggiornato delle materie prime che abbiamo nei nostri paesi. La nostra “Banca del Sud” deve superare i problemi delle altre banche di “sviluppo” che impongono tassi di interessi commerciali, che finanziano progetti essenzialmente “redditizi”, che condizionano l’accesso ai crediti con una serie di indicatori macroeconomici o con la contrattazione di determinate imprese fornitrici e produttrici.

14) Un fondo di compensazione per il debito sociale e le asimmetrie. Dobbiamo adottare meccanismi innovatori di finanziamento come la creazione di imposte sui passaggi aerei, la vendita di tabacco, il commercio di armi, le transazioni finanziarie delle grandi multinazionali che operano in Sudamerica per creare un fondo di compensazione che ci permetta di risolvere i gravi problemi della regione.

15) Integrazione Fisica per i nostri popoli e non solo per esportare. Dobbiamo sviluppare le infrastrutture stradali, i canali di comunicazione, non solo e non tanto per esportare di più all’estero, ma soprattutto per comunicare tra i popoli del Sudamerica rispettando l’ambiente e riducendo le asimmetrie. In questo contesto dobbiamo rivedere la Iniziativa di Integrazione Regionale Sudamericana (IIRSA), per prendere in considerazione le preoccupazioni delle persone che vogliono vedere strade nell’ambito di poli di sviluppo e non autostrade utilizzate per l’esportazione nel mezzo di un paesaggio di miseria e con un incremento del debito esterno.

16) Integrazione Energetica tra consumatori e produttori della regione. Formeremo una Commissione energetica del Sudamerica per:

· Garantire l’approvvigionamento ad ognuno dei paesi privilegiando il consumo delle risorse esistenti nella regione.

· Assicurare, attraverso il finanziamento comune, lo sviluppo delle infrastrutture necessarie affinché le risorse energetiche dei paesi produttori giungano a tutto il Sudamerica.

· Definire prezzi equi che combinino i parametri dei prezzi internazionali con criteri solidali verso la regione del Sudamerica e di ridistribuzione a favore delle economie meno sviluppate.

· Certificare le nostre riserve e smettere di dipendere dalle manipolazioni delle multinazionali.

· Rafforzare l’integrazione e la complementarietà tra le nostre imprese statali di gas ed idrocarburi.

A livello dell’ambiente e della natura

17) Politiche pubbliche con partecipazione sociale per conservare l’ambiente. Siamo una delle regioni più privilegiate nel mondo a livello ambientale, dell’acqua e della biodiversità. Questo ci obbliga ad essere estremamente responsabili con queste risorse naturali che non possono essere trattate come una qualsiasi mercanzia dimenticandoci che da quelle dipende la vita e la stessa esistenza del pianeta. Abbiamo l’obbligo di concepire un utilizzo alternativo e sostenibile delle risorse naturali recuperando le pratiche armoniche di convivenza con la natura dei nostri popoli indigeni e garantendo la partecipazione sociale delle comunità

18) Giunta Sudamericana dell’Ambiente per elaborare regole ferree ed imporre sanzioni alle grandi aziende che non rispettano suddette regole. Gli interessi politici, locali e congiunturali non possono anteporsi alla necessità di garantire il rispetto alla natura e per questo propongo la creazione di una istanza sopranazionale che abbia la capacità di dettare e far rispettare la normativa ambientale.

19) Convenzione Sudamericana per il diritto umano e l’accesso di tutti gli esseri viventi all’Acqua. Come regione favorita con un 27% di acqua dolce nel mondo dobbiamo discutere ed approvare una Convenzione Sudamericana dell’Acqua che garantisca l’accesso di ogni essere vivente a questa risorsa naturale. Dobbiamo preservare l’acqua, nei suoi differenti usi, dai processi di privatizzazione e di logica mercantile che impongono gli accordi commerciali. Sono convinto che questo trattato sudamericano dell’acqua sarà un passo decisivo verso una Convenzione Mondiale dell’Acqua.

20) Protezione della nostra biodiversità. Non possiamo permettere il brevettamento delle piante, degli animali e della materia viva. Nella Comunità Sudamericana dobbiamo applicare un sistema di protezione che da un lato eviti la pirateria della nostra biodiversità e dall’altro garantisca il dominio dei nostri paesi su queste risorse genetiche e le conoscenze collettive tradizionali.

A livello politico istituzionale

21) Approfondiamo le nostre democrazie con maggiore partecipazione sociale. Solo una maggiore apertura, trasparenza e partecipazione dei nostri popoli nel prendere le decisioni può garantire che la nostra Comunità Sudamericana di Nazioni avanzi e progredisca nel giusto cammino.

22) Rafforziamo la nostra sovranità e la nostra voce comune. La Comunità Sudamericana delle Nazioni può essere un grande strumento per difendere ed affermare la nostra sovranità in un mondo globalizzato ed unipolare. Individualmente come paesi isolati alcuni possono essere più facilmente vulnerabili a pressioni e condizionamenti esterni. Uniti abbiamo più possibilità di sviluppare le nostre proprie opzioni in differenti scenari internazionali.

23) Una commissione di Convergenza Permanente per elaborare il trattato della CSN e garantire la implementazione degli accordi. Abbiamo bisogno di istituzioni agili, trasparenti, non burocratiche, con una partecipazione sociale e che prendano in considerazione le asimmetrie esistenti. Per avanzare realmente dobbiamo creare una Convenzione di Convergenza Permanente composta dai rappresentanti dei 12 paesi affinché, fino al III Vertice dei Capi di Stato, elaborino il progetto del trattato della Comunità Sudamericana delle Nazioni prendendo in considerazione le particolarità ed i ritmi delle diverse nazioni. Allo stesso modo, questa Commissione di Convergenza Permanente, attraverso gruppi e commissioni, dovrebbe coordinare e lavorare congiuntamente con la CAN, il MERCOSUR, la ALADI, OTCA ed altre differenti iniziative subregionali per evitare di duplicare gli sforzi, e garantire l’applicazione degli impegni che assumiamo.

Sperando che questa lettera rafforzi la riflessione e la costruzione di proposte per un efficace e positivo II Vertice dei Capi di Stato della Comunità Sudamericana delle Nazioni, saluto rinnovandovi il mio invito per il nostro appuntamento dell’8 e 9 dicembre a Cochabamba, Bolivia.

Evo Morales

Vai alla pagina dedicata alla Bolivia >>

Google
WWW
Partito Umanista Firenze