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Intervento di Paolo Vecchi, portavoce del Movimento Umanista, alla serata sul disarmo nucleare totale organizzata dal Partito Umanista - Firenze 1 dicembre 2006

E’ certo che per dare coerenza alla nostra richiesta di disarmo nucleare e più in generale al rifiuto della guerra e della violenza come P.U. dobbiamo chiedere a gran voce l’uscita dalla Nato che ormai altro non è che un gendarme armato fuori dalle regole e dai trattati internazionali. Ed e’ questo uno dei vari aspetti fondamentali del nostro grandissimo dissenso col governo di centrosinistra e col suo programma. Non ci può essere vero rifiuto della guerra senza l’uscita dell’Italia o lo smantellamento della NATO.

Questa del disarmo nucleare totale come tante altre delle nostre proposte sembra irrealizzabile. Forse perché la corsa al riarmo è anche il riflesso di una atmosfera sociale avvelenata dalla crudeltà anche nelle relazioni interpersonali. Ma noi oggi come Partito Umanista stiamo cercando di tradurre e portare nel campo politico le necessità e le aspirazioni, le angustie e la voce soffocata di un grande movimento, vario e multiforme, il movimento umanista. E siamo sicuri che per riuscire a far smantellare gli arsenali nucleari, per far sentire la nostra voce bisogna unirci a tutti quelli che condividono con noi questo spirito, lo spirito che ci spinge verso la Nazione Umana Universale.

A noi interessa la politica per modificare le cose, a noi interessa una politica che serva a dare direzione, che abbia l’illustre compito di governare. Non ci interessa una politica che amministri un gioco squallido e triste. Forse non siamo riusciti a farci capire bene, forse non siamo riusciti ad aprirci abbastanza, forse. Ma mentre tutti ci accusavano di isolarci o di non allearci, di avere pregiudizi e ci guardavano con sospetto noi in realtà cercavamo di aprirci e di farci capire, di orientare e di dare riferimento. Ci hanno detto di essere isolazionisti mentre ci isolavano e noi cercavamo di lottare contro l’isolamento nostro e degli altri. Tutti ci hanno copiato, hanno copiato i nostri slogan, usano i nostri documenti, ed oggi ormai tutti si dichiarano umanisti. Continueremo a dire le cose chiare ed a cercare di spiegarci ed aprirci ma non crederemo alle false alternative. Semplicemente questo, non abbiamo creduto alle false alternative, a coloro le cui parole non coincidevano con i fatti.

Faccio mie le parole di Tomas Hirsch, candidato umanista del Juntos Podemos Mas alle presidenziali cilene.
“Oggi non basta dirsi di sinistra per significare che si sta lottando per i diritti dei popoli. Sono molti i partiti che hanno sperimentato questa tendenza e grazie a questa tattica sono riusciti a conquistare piccole quote di potere politico, con il discorso che è meglio essere là che da nessuna parte. Di sicuro abbiamo ascoltato dovunque la stessa canzone amara della disfatta: si è passati dall’”avanzare senza compromessi” al “fare compromessi senza avanzare.”
In realtà oggi il potere politico appare come un semplice intermediario o esecutore delle intenzioni delle grandi concentrazioni economiche; queste hanno imposto senza alcun pudore il codice secondo cui i governi possono solo amministrare i paesi, perché il modello economico e sociale universale, che stabilisce le regole del gioco da esse decise, è immodificabile.
Si ricatta la gente dicendole che se non vuole che vinca la destra deve votare per questi socialdemocratici, che una volta al potere governano per la destra. Esprimiamo il nostro totale e assoluto rifiuto del ricatto a cui vengono sottomessi la nostra gente in base al concetto del minore dei mali.”

Noi non vogliamo il minore dei mali ma il maggiore dei beni!! Con questi faremo alleanze, con chi vuole il maggiore dei beni. Questa sì che è vita.

Non si dice più governare ma amministrare, sottintendendo che la storia e’ finita, che questo mondo e’ solo perfettibile ma non trasformabile. Che e’ il migliore dei mondi.

A noi le regole del gioco non ci vanno bene e vogliamo cambiarle, rivoluzionarle. Vogliamo rivoluzionare l’economia: il libero mercato e’ un fallimento totale, ed e’ chiara e coerente la nostra proposta, capitale e lavoro devono partecipare insieme alle decisioni di un’impresa solo così si potranno impedire i sottoinvestimenti, la speculazione finanziaria e la bancarotta fraudolenta. Democrazia vera in azienda. La banca deve prestare i suoi servizi senza interessi, che di per sé sono usurai. Vogliamo rivoluzionare la politica, passare da una democrazia formale a quella reale con decentramento, legge di responsabilità politica, referendum, consultazioni dirette e rispetto della costituzione. Vogliamo rivoluzionare anche l’esercito, in attesa di un suo futuro smantellamento totale vogliamo che risponda, ogni soldato, alla Costituzione e non ai superiori . Vogliamo una educazione ed una sanità gratuita e per tutti
Vogliamo la chiusura dei centri lager per immigrati. Cos’e’ questa roba? Alcuni parlano di decoro adesso, dicono che non c’e’ decoro in città. Ma dov’e il decoro in famiglie che soffrono la fame? Quale decoro se ci sono persone che non hanno accesso alla sanità? che non hanno accesso all’educazione? e se vengono qua a cercare una situazione migliore disturbano il nostro decoro? Io credo che se non si risveglia l’umano in noi non potremo risolvere problemi così grandi. Se apriamo le frontiere vengono a milioni, se le chiudiamo muoiono a milioni e ci trasformiamo in carcerieri e aguzzini. Ma l’altro sta soffrendo e lo riconosco anche in me… e va aiutato. E la nostra precarietà e la loro disperazione hanno la stessa radice in un sistema violento economicamente e politicamente che funziona e dà progresso solo a 4 persone e il progresso di 4 finisce nel progresso di nessuno.
Incontro fra culture e fine della speculazione finanziaria che distrugge le ricchezze di tutti. I progetti di cooperazione internazionale sono una frode che fanno tornare i soldi sempre nelle solite tasche.

Nel frattempo stanno cercando di distruggere le nuove generazioni con droghe ai giovani e con farmaci ai bambini, a quelli che loro chiamano “iperattivi”. Noi vogliamo che le nuove generazioni si facciano sentire e incoraggiamo ogni loro manifestazione attiva e nonviolenta, perché lì c’e’ la forza di un nuovo mondo che si sta facendo largo. Noi non vogliamo dare paternalisticamente spazio ai giovani, vogliamo che se lo prendano! Ne hanno tutto il diritto.

E così tutto si muove per distogliere la gente dai veri problemi, per distogliere lo sguardo dai veri responsabili.
Si parla dell’Iran, del suo possibile riarmo nucleare intanto che si massacrano popoli interi, 100.000 morti in Iraq, intanto che, complici o silenti i leaders religiosi, si studiano e si costruiscono nuove e più potenti armi nucleari in barba a tutti i trattati.
Si vive nella precarietà economica e con relazioni interpersonali ridotte e si indica l’immigrazione come fonte di criminalità e di malessere intanto che le banche e l’intero sistema finanziario strozzano il singolo cittadino, come anche il piccolo e medio imprenditore ma anche grandi imprese e interi stati, in una morsa di debiti usurai che ne impediscono lo sviluppo e ne chiudono il futuro.
Si parla di questione giovanile e di cosiddetto “bullismo” quando si soffocano le aspirazioni dei giovani con droghe e con metodi educativi coercitivi basati su premi e castighi.
Finirà che per privatizzare definitivamente la sanità vorranno farci credere che i problemi sono i malati e non un sistema sanitario che vuole guadagnare con la malattia.

A sua volta abbiamo chiaro che attraverso la politica certamente non possiamo cambiare tutte le condizioni di questo sistema; per questo motivo non siamo un partito, qui sta la differenza con altri che sono solo un partito. Noi siamo un movimento che si esprime anche nella politica, perché capiamo che l’esercizio della politica da solo non basta a produrre trasformazioni. Perché sappiamo che l’azione nel campo culturale, sociale e anche spirituale è fondamentale per questa trasformazione.

Grazie

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